Hai mai messo male il piede su un gradino o durante una partita a calcetto e, nel giro di pochi minuti, la caviglia ha iniziato a gonfiarsi? Probabilmente hai avuto una distorsione di caviglia, un infortunio tanto comune quanto sottovalutato.
Ogni anno, migliaia di persone (sportivi e non) riportano questo tipo di lesione, e spesso la affrontano con ghiaccio e riposo, nella speranza che passi da sola.
Peccato che, in molti casi, senza un percorso adeguato, il rischio di recidiva o instabilità cronica sia elevato.
🔎 Che cos’è davvero una distorsione?
Con “distorsione” si intende un movimento della caviglia oltre i suoi limiti naturali, spesso in inversione (il piede ruota verso l’interno), con possibili lesioni dei legamenti, interessamenti muscolari e edemi ossei, a seconda dell’intensità del trauma. Il legamento più frequentemente coinvolto è il peroneo-astragalico anteriore (ATFL).
A seconda della gravità, possiamo trovarci di fronte a:
- Grado I: lieve, senza instabilità
- Grado II: rottura parziale legamentosa con gonfiore marcato
- Grado III: rottura completa, dolore intenso e difficoltà a camminare
🚨 I sintomi più comuni
- Dolore acuto nella parte esterna della caviglia
- Gonfiore che aumenta nelle prime ore
- Lividi dopo 24–48 ore
- Difficoltà a caricare il peso o camminare
- Sensazione di instabilità o “cedimento”
🧊 Le prime 48 ore: cosa fare (e cosa evitare) in fase acuta
La gestione iniziale di una distorsione è fondamentale per il buon esito del recupero.
✅ Cosa fare
- Applicare ghiaccio per 15–20 minuti ogni 2–3 ore
- Elevare l’arto per favorire il drenaggio
- Esercitare un po’ di compressione con una fasciatura elastica o un tutore
- Mobilizzare precocemente la caviglia (evitando movimenti dolorosi)
- Caricare il peso appena possibile (anche con stampelle o tutore)
🔎 Lo sapevi? Immobilizzare completamente la caviglia per più di 10 giorni può rallentare il recupero e aumentare il rischio di instabilità cronica.1. Saltare riscaldamento e mobilità
❌ Cosa evitare
- Evitare calzature instabili nei primi giorni2. Aumentare il carico troppo in fretta
- Evitare il riposo assoluto troppo prolungato
- Evitare il “fai da te” (ghiaccio e speranza non bastano)
- Evitare sport o attività intense prima del recupero completo
🧠 Il ruolo della fisioterapia: molto più di qualche esercizio
Una distorsione non è solo un trauma locale, ma spesso porta con sé:
- Alterazioni nella propriocezione
- Cambiamenti nel pattern motorio
- Paura del movimento o insicurezza nel carico
Il fisioterapista non si limita a trattare il dolore, ma lavora per:
- Ripristinare il movimento articolare completo
- Rinforzare i muscoli stabilizzatori
- Riaddestrare il controllo neuromuscolare e l’equilibrio
- Guidare il ritorno all’attività fisica o sportiva
Un approccio basato su esercizi progressivi e personalizzati, supportato da evidenze, riduce in modo significativo il rischio di recidiva e cronicizzazione.
🏃♂️ E dopo? Il percorso di recupero
Dopo la fase acuta, inizia la vera riabilitazione. Le strategie più efficaci includono:
- Esercizi attivi per recuperare mobilità, forza e controllo
- Lavoro propriocettivo (su superfici instabili, con occhi chiusi, monopodalico)
- Rinforzo muscolare, soprattutto del comparto peroniero e dell’anca
- Esercizi pliometrici (salti, atterraggi, cambi di direzione) per chi deve tornare allo sport
- Taping funzionale o tutori nelle prime fasi di ritorno allo sport
Il tutto calibrato in base al grado di lesione, all’età, allo stile di vita e agli obiettivi della persona.
⛔ Perché alcune caviglie “cedono sempre”
Spesso, chi ha avuto una distorsione grave racconta che da quel momento la caviglia non è “più stata la stessa”. Questo accade perché il trauma iniziale viene trascurato o mal gestito, portando ad esiti come:
- Instabilità cronica
- Dolore residuo
- Riduzione della performance sportiva
- Distorsioni recidivanti anche con piccoli movimenti
Il punto non è solo guarire il trauma, ma ri-educare il controllo motorio e ricostruire fiducia nel movimento.
📌 In sintesi
Una distorsione non va mai sottovalutata.
Serve un piano attivo, graduale e guidato, non solo per guarire… ma per tornare a fidarti del tuo corpo.
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❓ FAQ: domande frequenti sulla prevenzione nello sport
🔹 Serve andare in pronto soccorso?
No, una visita in PS ha senso solo se sospettiamo che ci possa essere una frattura. Consiglio di andare solo se c’è impossibilità a fare 4 passi consecutivi (anche zoppicando) a qualche ora dal trauma.
🔹 Il ghiaccio accelera la guarigione?
Il ghiaccio aiuta a ridurre dolore e gonfiore, ma non accelera la guarigione dei tessuti. È utile nelle prime 48–72 ore.
🔹 Posso continuare a camminare?
Sì, caricare il peso progressivamente è raccomandato, purché non aumenti il dolore. Meglio con un tutore nei primi giorni.
🔹 Devo aspettare che il dolore sparisca del tutto prima di fare esercizio?
Assolutamente no. Il dolore non è un indicatore affidabile della guarigione: l’esercizio può (e spesso deve) iniziare anche in presenza di fastidi lievi, purché gestito.
📚 Fonti principali
Vuurberg G, et al. Diagnosis, treatment and prevention of ankle sprains: an evidence-based clinical guideline. Br J Sports Med. 2018.
Gaddi D, et al. Management strategies of acute ankle sprains: an umbrella review. Front Med (Lausanne). 2022.
Tiemstra JD. Update on acute ankle sprains. Am Fam Physician. 2012.
Hoch MC, et al. Clinical practice guideline: ankle ligament sprains. J Orthop Sports Phys Ther. 2021.
